Vertreter*innen von AMBRA und bioRevolut der Universität Innsbruck, Forschungsinstitut für Textilchemie/-physik und der FH Salzburg, Department Business and Tourism, trafen sich am 22. September 2026 am Campus Kuchl, um beim Workshop „Mehrwert aus Nebenprodukten #2“ spannende Informationen über Reststoffpotenziale verschiedener biogener Stoffe zu erhalten und gemeinsam Chancen, Hürden und konkrete Nutzungsmöglichkeiten zu diskutieren.

Beim Workshop »Mehrwert aus Nebenprodukten«, organisiert von Bioeconomy Austria in Kooperation mit dem IBW Wissens- und Technologietransferzentrum Green Engineering der FH Salzburg, Campus Kuchl standen Potenziale der biogenen Reststoffe Rinde, Waldhackgut, Biertreber und Maisstroh und -spindeln im Fokus. Nach fachlichen Vorträgen aus Wissenschaft und Wirtschaft teilten sich die Teilnehmer*innen in Gruppen auf, um über jeweils zwei der genannten Reststoffe zu diskutieren.
Was passiert mit dem Reststoff Maisstroh momentan? Welche Herausforderungen gibt es bei der Nutzung von Biertreber? Welche innovativen Produkte könnte man aus Rinde und Waldhackgut herstellen und welche Zielgruppen könnte man damit erreichen? Gibt es bereits Best-Practice-Beispiele aus verwandten Branchen? Und welche Infrastruktur-Voraussetzungen sind für die erfolgreiche Herstellung und Vermarktung von bioökonomischen Produkten notwendig? Diese und viele weitere Fragen wurden gemeinsam in den Gruppen, welche aus verschiedenen Vertretern, beispielsweise aus Wissenschaft, Industrie und gemeinnütziger Organisation bestanden, ausgearbeitet. Neben der thermischen Verwertung von Waldhackgut und Rinde wird Biertreber oftmals als Tierfuttermittel eingesetzt, während bei Maisstroh strukturelle und organisatorische Gegebenheiten eine weitere Verwertung erschweren. Die Teams von AMBRA und bioRevolut haben wertvolle Erkenntnisse zur Reststoffverwertung abseits der energetischen Nutzung sowie zu Potenzialen, Strategien und Herausforderungen bei der Umsetzung von Bioraffinerien gewonnen, die in den weiteren Projektverläufen integriert werden.
Valore aggiunto dai sottoprodotti
I rappresentanti di AMBRA dell’Università di Innsbruck, dell’Istituto di ricerca di chimica e fisica tessile e dell’Università di Scienze Applicate di Salisburgo, Dipartimento di Economia e Turismo, si sono incontrati il 22 settembre 2026 presso il Campus Kuchl per partecipare al workshop »Valore aggiunto dai sottoprodotti«, con l’obiettivo di ottenere informazioni interessanti sul potenziale dei residui di diverse sostanze biogene e discutere insieme opportunità, ostacoli e possibilità concrete di utilizzo.
Durante il workshop »Valorizzazione dei sottoprodotti«, organizzato da Bioeconomy Austria in collaborazione con l’ IBW(Centro di trasferimento di conoscenze e tecnologie Green Engineering) dell’Università di Scienze Applicate di Salisburgo, Campus Kuchl, l’attenzione si è concentrata sul potenziale dei residui biogenici quali corteccia, cippato forestale, trebbie di birra e paglia e gambi di mais. Dopo una serie di interventi specialistici provenienti dal mondo della scienza e dell’economia, i partecipanti si sono divisi in gruppi per discutere di due dei residui citati.
Cosa ne è attualmente della paglia di mais come residuo di lavorazione? Quali sono le sfide legate all’utilizzo dei residui della birrificazione? Quali prodotti innovativi si potrebbero realizzare con la corteccia e il cippato forestale e quali gruppi target si potrebbero raggiungere con essi? Esistono già esempi di buone pratiche provenienti da settori affini? E quali sono i requisiti infrastrutturali necessari per la produzione e la commercializzazione di successo di prodotti bioeconomici? Queste e molte altre domande sono state approfondite congiuntamente nei gruppi, composti da diversi rappresentanti, ad esempio del mondo scientifico, dell’industria e delle organizzazioni senza scopo di lucro. Oltre al recupero termico del cippato forestale e della corteccia, i residui della birrificazione vengono spesso utilizzati come mangimi per animali, mentre nel caso della paglia di mais le condizioni strutturali e organizzative rendono difficile un ulteriore recupero. I team di AMBRA e bioRevolut hanno acquisito preziose conoscenze sul recupero dei residui al di là dell’utilizzo energetico, nonché sui potenziali, le strategie e le sfide legate alla realizzazione delle bioraffinerie, che saranno integrate nelle fasi successive del progetto.